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   Movimento centrale: montaggio, smontaggio, etc...
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Piccola guida, a vari livelli, di come fare manutenzione su questa parte importante della bicicletta...
   Intero articolo

Allora, quante volte sentiamo nel forum "sento un rumore strano, le pedivelle scricchiolano, ho perso per strada la pedivella sinistra...".

Questo deriva dal fatto che una delle parti più importanti della bici, il movimento centrale, è spesso montata in maniera frettolosa al momento dell'assemblaggio.
Più in avanti amplierò questo articolo con descrizioni dettagliate su misure etc, per ora una piccola guida.

In ogni caso, vorrei ricordarvi che in alcuni casi le operazioni corrette di montaggio/smontaggio sono fattibili da chiunque abbia la manualità necessaria e gli attrezzi giusti, che possono far parte del corredo per la manutenzione della bici. In altri casi (tipo la preparazione con fresatura e ripasso dei filetti del telaio, o lo smontagigo di unità particolarmente ostinate), è preferibile affidarsi al meccanico di fiducia: gli attrezzi richiesti sono piuttosto costosi, ed è richiesta una certa esperienza.
 


Definizione delle parti:

Cosa è il movimento centrale (d'ora in avanti m.c.) ?

Per "m.c." si intende il blocco asse-calotte-cuscinetti che supporta i pedali, tale blocco viene montato nella "scatola m.c." che è la parte del telaio atta ad ospitarlo.

Anni fa era un insieme separato, registrabile come si faceva con i mozzi o la serie sterzo, ora nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una unità sigillata senza manutenzione, in cui quando i cuscinetti sono usurati e/o difettosi, si rimuove e si butta in toto.
Solo alcuni modelli, di alta gamma, hanno la possibilità di cambiare i cuscinetti; cosí su due piedi mi vengono in mente gli American Classic Isis, lo Shimano Dura-Ace/XTR Octalink, più quelli a perno quadro di FRM, Hope, Specialites TA, OMAS, etc (quasi sempre con perno in titanio).
Solo le bici economiche "da supermercato" usano dei m.c. a coni/sfere regolabili, si tratta di unità dalla scorrevolezza non ottimale, che spesso richedono un compromesso "serrato il giusto=gioco, niente gioco=troppo attrito" per via delle basse tolleranze di lavorazione.
D'altro canto, in Pista si usano ancora dei m.c. regolabili -sempre a perno quadro- per via della ottima scorrevolezza ottenibile: stiamo parlando di unità veramente ben fatte, per lo più Giapponesi a cui basta solo vedere l'interno delle calotte rettificato e lucidato a specchio per capire che sono un'altro pianeta rispetto a quelli di cui si parlava prima...

Occorre poi parlare fin da subito dei m.c. "a calotte esterne", in cui l'asse del m.c. è nella maggior parte dei casi solidale con una delle due pedivelle, riducendo così il m.c. a due mere calotte esterne che recano i cuscinetti.
Capita però che l'asse non sia sempre solidale con una delle pedivelle (es. guarniture Rotor Agilìs, KCNC BearBone, etc) ma separato, quindi più che parlare di "guarniture integrate", è più corretto parlare di "calotte esterne".

E' inoltre importante far notare come m.c. e guarnitura vadano di pari passo, essendo fatti per lavorare in sincronia (non si possono mischiare diverse tipologie di m.c. e guarniture) è bene parlare di entrambe.

 

Rassegna dei tipi di Movimento Centrale:

Si parlava di "perno quadro" "Isis" "Octalink".... questi sono i tipi di interfaccia con le pedivelle.
Ognuno ha pregi e difetti, vediamoli in dettaglio:

 

  • il "perno quadro"



    è quello più diffuso, essendo il perno relativamente piccolo (17mm) significa che il blocco m.c. può usare sfere più grandi (1/4 o 7/32) quindi i cuscinetti sono robusti e durano.
    E' l'unico tipo di cui si possono trovare sistemi a coni/sfere regolabili (sia di scarsa che alta qualità), tutti gli altri tipi qui descritti sono sempre sigillati, al massimo con cuscinetti sigillati sostituibili (eccezione, il movimento Dura-Ace Octalink che di fatto offre possibilità di regolazione delle sfere e rullini)
    Il difetto sta nell'interfaccia con la pedivella, che -essendo appunto un perno quadro- si affida solo su 4 punti, e può rovinarsi specialmente sul lato Sx se il bullonedi fissaggio non viene serrato correttamente (vedremo poi il perchè).
    Si usano bulloni di fissaggio M8 (filetto M8x1.0)

    E' bene precisare che i m.c. a perno quadro esistono in due tipi: ISO e JIS.
    I due tipi hanno quasi le stesse dimensioni, l'angolo di conificazione del perno è di 2°, la differenza è alla fine del perno: il sistema ISO è leggermente più stretto.
    Questo comporta una leggera variazione della linea di catena (distanza delle corone dal telaio, specificata dal produttora in modo da avere la migliore resa):
    -m.c. ISO con pedivelle JIS comporta che le pedivelle si inseriscano più in profondità lungo il perno, di circa 2mm per parte.
    -m.c. JIS con pedivelle ISO comporta che le pedivelle si inseriscano di meno lungo il perno, di circa 2mm, risultando quindi più larghe di circa 2mm per parte. (questo significa che in alcuni casi è bene non usare questa combinazione in modo da prevenire allentamenti e pedivelle rovinate)

    Lo standard ISO è usato da Campagnolo e Miche (forse anche qualche vecchio Stronglight), lo standard JIS da Shimano e dalla grande maggioranza dei produttori.

    Lo smontaggio delle pedivelle dal m.c. richiede un estrattore apposito, visto che l'interfaccia quadra è conica, e serrando le pedivelle le si comprime a forza. Si vedrà in seguito.


  • l' "Isis"


    è un sistema relativamente recente, che ha avuto inizialmente un buon successo, ma in progressivo calo, ed al 2012 risulta ormai quasi obsoleto.
    La ragione del successo fu data dal perno di diametro più grande (22mm) che significa maggiore rigidità e durata; e dall'interfaccia con la pedivella "a stella", che migliora di parecchio la solidità dell'insieme.
    MA essendo il perno più grande significa che nello stesso diametro del blocco m.c. si devono usare sfere dei cuscinetti più piccole.
    Difatti, il tallone d'achille dei movimenti Isis è proprio la durata dei cucinetti
    Per contro le pedivelle vengono via senza troppa difficoltà (spesso bastano solo i bulloni autoestraenti con cui vengono fornite certe pedivelle, ma non sempre), e la buona interfaccia fa sì che i bulloni di fissaggio della pedivella non siano così "critici" come nel sistema a perno quadro.
    Questo sistema usa bulloni M15 nella maggior parte dei casi; ma si possono avere bulloni M14 o M12 a seconda dello spessore del perno (non diametro, ma spessore). Bulloni piú piccoli sono usati spesso nei m.c. Isis per DownHil/Bmx, che devono sopportare carichi gravosi, da cui lo spessore maggiore del perno ed il diametro minore dei bulloni che vi si avvitano.


  • l' "Octalink"




    è stata la risposta di Shimano all'Isis, con gli stessi pregi e difetti.
    Anche Shimano non è esente da errori: la prima serie (V1) aveva gli innesti corti (5mm) che hanno dato qualche problema di affidabilità di interfaccia con la pedivella, l'ultima evoluzione fu il V2 con gli innesti portati ad 8mm; le due serie non sono compatibili.
    Dopo questo Shimano è passata all' "Hollowtech II" con i cuscinetti esterni alla scatola m.c..
    Non essendo un incastro conificato, le pedivelle in teoria possono essere rimosse senza estrattore (in pratica ci vuole, anche se è raro che si "piantino" e l'estrattore non richiede una grande forza), i bulloni sono M15.


  • Truvativ "Power Spline"

    in pratica un sistema che usa il perno di diametro simile a quello del Perno Quadro tradizionale (quindi con cuscinetti robusti) ma con le estremità a stella (a 10 lobi) quindi una interfaccia robusta. Il sistema è molto interessante, peccato non sia stato supportato adeguatamente (eh, il marketing...) e sia un pò difficile da trovare in giro. Uno dei motivi può essere la complessità di lavoro CNC dell'interfaccia sulla pedivella, in pratica come l'Isis ma su un perno più piccolo... difatti non ha la stessa affidabilità dell'Isis come interfaccia ed è meglio stringere FORTE il bullone della pedivella Sx, anche questo sistema usa bulloni M8.


Esistono anche altri tipi, più recenti, di m.c. definiti a "calotte esterne" (detti anche "integrati") per un paio di ragioni:
anzitutto va detto che sono sistemi "proprietari" che nella maggior parte deicasi si interfacciano solo con le pedivelle abbinate; in secondo luogo va osservato che nella maggior parte il m.c. è ridotto alle sole calotte con i cuscinetti, visto che l'asse diventa parte integrante di una pedivella (che, disgraziatamente, in genere è la Dx)


  • Truvativ "Howitzer":

    è un sistema messo a punto da Truvativ, non è propriamente "integrato" ma con "calotte esterne" ed è molto interesante per via della ottima interfaccia con le pedivelle (stella a 10 lobi come l'Isis) e dei cuscinetti esterni (che possono usare sfere di diametro grande, con migliore durata), come l'Isis i bulloni di fissaggio delle pedivelle non sono così sollecitati.
    Per contro è pesante ed aumenta la larghezza del "Fattore Q" (distanza tra i pedali), rendendolo così ottimo solo per l'uso FR/DH/Dirt


  • Truvati/Sram "GXP":




    Che è il sistema di Truvativ e Sram per pedivelle e perno m.c. integrati sulla pedivella Dx.
    Il serraggio avviene con un bullone assiale sulla pedivella Sx (si vede l'incastro a stella alla fine del perno). Vanno ovviamente rispettate le specifiche di montaggio richieste, visto che il bullone di serraggio arriva ad una battuta fissa.
    Tenendo a mente quest'ultimo punto, (le due pedivelle sx e dx arrivano ad una battuta fissa tra di loro), è bene che la scatola m.c. rispetti le specifiche dettate dal costruttore.
    La verifica della larghezza e la fresatura delle facce della scatola m.c. è d'obbligo quindi.

    I cuscinetti sono proprietari, e per un motivo preciso.
    Sebbene il perno sia nominalmente di ø24mm, la superficie di lavoro per il cuscinetto sx risulta di circa 1mm piú piccola, ed il cuscinetto sx pure ha una ralla interna a diametro 1mm minore della dx, e piú lunga. Il perché é dato dal fatto che questo crea uno "scalino" in cui la pedivella sx tiene la calotta sx prigioniera tra la sua battuta fissa -data dal bullone di serraggio- e lo "scalino" del cuscinetto. Questo rende, di fatto, l'asse libero di "muoversi" per qualche frazione di mm verso il lato dx -il cui cuscinetto ha la ralla piana- assorbendo cosí le piccole variazioni di larghezza della scatola m.c. al telaio.


  • Shimano "Hollowtech II":




    É il sistema di Shimano: l'asse del m.c. di ø24mm è integrato con la pedivella Dx ed il sistema è chiuso dalla pedivella Sx.
    Tra tutti, sono quelli più affidabili (per via delle tolleranze strette di lavorazione) e sono stati i "primi" a fare movimenti di questo tipo (anche se la storia ci dice che la prima guarnitura "integrata" fu la BullsEye, e la Poggipolini poi, ed era il 1990!).
    Il sistema richiama grosso modo una forcella ed attacco Ahead-set, per via della possibilità di regolare la compressione della pedivella in fase di montaggio, e della chiusura della pedivella sx sull'asse tramite due bulloni radiali.
    Questo permette di svincolare la forza di chiusura della pedivella sull'asse dalle piccole variazioni della larghezza della scatola m.c. (si sta sempre entro il mm cmq!) senza che questo vada ad influire sulla pressione esercitata sui cuscinetti.

    In alcuni modelli Mtb del gruppo Xtr M970 e la guarnitura in carbonio Dura-Ace FC-7800C, la chiusura della guarnitura é diversa, e simile alle Sram GXP o FSA MegaExo.
    La tenuta é affidata ad un bullone assiale, e la riduzione del gioco tramite una ghiera tra pedivella sx e calotta. É necessario un apposito attrezzo (a filetto contrario) per rimuovere la pedivella.


  • FSA "MegaExo":



    É il sistema FSA, simile allo Shimano.
    FSA ha fatto e fa sia il MegaExo con singolo bullone coassiale, che con due bulloni radiali+tappo di chiusura. Il secondo sistema è risultato più affidabile.
    Va fatto notare che il perno integrato con la pedivella Dx é nominalmente da ø24mm, quindi teoricamente compatibile con le calotte Shimano, ma di fatto una frazione piú largo.
    Questo significa che una guarnitura FSA MegaExo puó entrare nelle calotte Shimano, ma con una certa difficoltà e vi é una probabilità di indesiderati attriti, anche se normalmente non si riscontrano grossi problemi. Va ribadito che si tratta di un accoppiamento non ortodosso, e non consigliato.


  • Campagnolo "Ultra-Torque" :





    Sistema concettualmente ottimo.
    Il difetto della pedivella Sx che chiude tutto il sistema è eliminato alla radice: la pedivella Dx e Sx integrano entrambe META' asse del m.c., che poi viene chiuso con un brugolone interno. Il sistema si basa su un incastro di derivazione areonautica e ben collaudato, senza dubbio ben resistente su una bicicletta; e sopratutto svincola l'innesto dalle forze della pedalata (che sul lato Sx tendono a svitare filettature in senso orario). 
    I difetti sono dati dalla battuta fissa, che obbliga a stare entro le dimensioni richieste della scatola m.c. (fresatura della scatola m.c. d'obbligo); ed é il motivo per cui dentro la coppa Sx vi è una rondella a profilo ondulare, proprio con lo scopo di compensare le piccole variazioni di larghezza della scatola.
    Occorre prestare attenzione ai cuscinetti, di misura Custom e potenzialmente esposti all'ingresso di acqua/sporco, specialmente dall'interno. E' bene riempire le calotte di grasso in fase di montaggio, e che il telaio abbia un foro di scolo (se i tubi e la scatola movimento sono comunicanti).


  • Campagnolo "Power-Torque"




    Sistema concettualmente ottimo.
    A differenza dell'Ultra-Torque, abbiamo un perno a lunghezza intera dalla pedivella dx verso la pedivella sx, chiuso con un bullone assiale e molla di compensazione.
    Pregi e difetti come nel sistema GXP, ma la compensazione delle differenze di larghezza é affidata ad una molla a sezione piatta/elicoidale.
    Occorre prestare attenzione alla rimozione, la pedivella sx non ha un bullone auto-estraente ed é necessario un attrezzo specifico. Park Tool, VAR e Cyclus hanno proposto dei modelli validi.
    Come per il sistema Ultra-Torque, é bene riempire le calotte di grasso in fase di montaggio, anche se i cuscinetti Power-Torque sembrano meglio protetti contro la contaminazione.



  • Race Face "X-Type" :




    molto simile a tutti gli altri già visti, ma con la differenza che il sistema si chiude sulla Dx.
    Essendo la pedivella Sx chiusa da un bullone coassiale al perno, valgono le stesse considerazioni fatte per il Truvativ GXP.
    Va fatto notare che dal 2010/2011 RaceFace ha implementato un diverso disegno (EXI-Interface) della calettatura di ingaggio tra perno e pedivella Dx, incluso un nuovo bullone di fissaggio. Questo per risolvere il problema di una resistenza notevole del bullone in fase di smontaggio.
    I cuscinetti sono compatibili con quelli Shimano (il perno ha lo stesso diametro e gli stessi ingombri).


  • Sistemi "Press-Fit" come il BB30, BB86/BB92, Sram Press-Fit, BB90, BB-Right, etc

    Risulta essere una piccola giungla in cui nella maggior parte dei casi le guarniture possono usare degli adattatori.
    Richiede un articolo a sé stante, in quanto piú legato al telaio della bicicletta che al "movimento centrale" come componente meccanico.

    A tale proposito, rimando alle tabelle piú in basso, che illustrano piú chiaramente le varie dimensioni.
    Brevemente, i tipi di movimenti centrali "press-fit" o "oversize" attualmente piú diffusi sono:
  • BB30: scatola larga 68mm e ø42mm (cuscinetti pressati direttamente nel telaio)
  • BB30 "Sram Press-fit": scatola larga 68mm e ø46mm, usato spesso da Sram (cuscinetti in coppe di Nylon pressate nel telaio)
  • BB86 "Shimano Press-fit": scatola larga 86mm e ø41mm, é  (cuscinetti in coppe di Nylon pressate nel telaio)
  • BB90 Press-fit: scatola da 90mm e ø37mm, é usato da Trek e pochi altri (cuscinetti pressati direttamente nel telaio)
  • BB-Right: scatola da 79mm asimmetrica (+11mm sulla Sx), ø42 o 46mm. Proposto da Cervélo, usa calotte pressate (se ø46mm) o cuscinetti BB30 pressati al telaio (se ø42mm). Le guarniture native per BB30 non vi montano.





Come smontare il movimento centrale:


 ..... PRIMA si smontano le pedivelle.

Anzitutto dovete smontare le pedivelle, il che merita un discorso a parte, e di cui parleremo subito essendo che (quasi mai) non si possono effettuare operazioni sul m.c. con le pedivelle montate.
Su
questa pagina, trovate molte indicazioni circa gli attrezzi migliori da usare allo scopo, oppure andate su questo articolo:
http://bdc-forum.it/vbarticles.php?do=article&articleid=46

In caso di "Calotte esterne", la rimozione delle pedivelle e del perno passante é molto spesso un affare piú semplice, per l'assenza di parti "ad incastro".
Di norma, la maggior parte delle pedivelle con bullone a "battuta fissa" (FSA, Race Face, Truvativ/Sram), richiedono solamente una chiave a brugola da 8mm che sia abbastanza lunga, in modo da avere un buon guadagno di leva.
Sistemi come il Campagnolo Ultra-torque o alcune pedivelle per BB30, richiedono invece una brugola da 10mm; il sistema Campagnolo Power-Torque invece richiede una brugola da 14mm.
Sistemi con due bulloni radiali e tappo di precarico, come lo Shimano Hollowtech2 o alcuni modelli FSA, richiedono una brugola da 5mm e l'attrezzo specifico per il tappo di precarico.

In caso di pedivelle a Perno quadro, Isis, Octalink, o Powerspline; trattandosi di giunzioni per interferenza, é necessario usare un estrattore.

Tale estrattore altro non é che "un bullone-camicia" da avvitare al filetto delle pedivelle (comunemente M22x1), il quale ha una filettatura al suo interno in cui si avvita un altro bullone. Quest'ultimo, insiste sul perno del movimento centrale, ed essendo avvitato sul "bullone-camicia" -il quale ricordiamo, viene avvitato e diventa solidale con la pedivella-, spinge la pedivella fuori dal suo incastro.
É necessaria una certa forza per vincere l'accoppiamento, specialmente nei sistemi a perno quadro; un poco meno nei sistemi Isis o Octalink; tuttavia senza l'apposito estrattore diventa quasi impossibile rimuovere le pedivelle senza danneggiarle.
Tra l'altro, la cosa richiederebbe tanto tempo, laddove l'estrattore impiega realmente pochi secondi.
Va ricordato che per i sistemi Isis ed Octalink l'estrattore deve essere specifico (o dotato di un adattatore) per poggiare adeguatamente sul perno di maggior diametro.
Inoltre, alcuni tipi di pedivelle usavano estrattori di misura non comune: 23mm per le vecchie Specialites T.A., e 23.4mm per le vecchie Stronglight. Modelli ormai obsoleti, ma é opportuno citarli.

Tipo di pedivelle

ø asse

estrattore

note

Perno quadro,
pedivelle recenti e comuni
17mm piedino standard
(filetto 22x1)
Non va utilizzato l'estrattore "Isis" o "Octalink"
(il piedino spinge contro la pedivella, e non il perno)
Truvativ Powerspline 17mm piedino standard
(filetto 22x1)
come sopra
Isis e Shimano Octalink 21mm piedino Oversize
(o adattatore)
adattatore Shimano TL-FC15 o FSA
Specialites T.A. (tipo Cyclotouriste) 17mm Specifico T.A.
(filetto 23x1)
difficile reperibilità
Vecchie Stronglight (tipo le 49D) 17mm Specifico Stronglight
(filetto 23.4x1)
difficile reperibilità, per pedivelle pre-1980

Prima che vi mettiate al lavoro, é bene dare uno sguardo alle due foto seguenti:
Questo é ció che succede ad usare male l'estrattore.

Photobucket

Notare come il filetto per l'estattore sia completamente rovinato. La pedivella diventa quasi inservibile.

Photobucket

Nelle foto seguenti, la corretta procedura:

  1. Photobucket
    si rimuove il bullone di fissaggio (quasi sempre brugola da 8mm, 10mm per alcuni Shimano Octalink).
    Notare la posizione degli attrezzi "a schiaccianoci", che consente il massimo guadagno.

  2. Photobucket
    si pulisce bene il filetto per l'estrattore, aiutandosi con sgrassatore spray e/o pennellino se necessario.
    A questo punto, se avete un perno Isis o Octalink ed un estrattore normale, va messo il "piedino" adattatore sul perno, con la parte piccola dentro il perno (a mó di bullone).


  3. Photobucket
    l'estrattore si deve avvitare fino in fondo, va serrato in maniera blanda appena si sente che é arrivato a contatto con la pedivella. 
    Si deve poter avvitare facilmente a mano, e deve avvitare ben dritto subito. Se questo non succede, fermatevi immediatamente e ricominciate, fate piano ed imboccate il filetto dritto.
    A questo punto, si avvita a mano il bullone centrale


  4. Photobucket
    Una volta che sentite il bullone centrale arrivare in battuta, va usata una chiave (spesso da 15mm) per girarlo. A questo punto vi é da vincere la resistenza dell'accopiamento pedivella/perno, che é forte.
    La posizione delle mani "a schiaccianoci" é quella che consente il migliore guadagno.
    Di norma, dopo 1 solo giro diventa molto facile da avvitare, estraendo cosí la pedivella.


Bene, ora avete il m.c. col perno solo soletto che vuole essere tolto fuori dal telaio.

Una premessa: questo componente può anche stare degli anni nel telaio senza essere stato mai rimosso, il che insieme all'alta coppia di serraggio con cui va montato, significa che potrebbe essere MOLTO ostico da tirare via. Quindi FATE ATTENZIONE quando fate le riparazioni! Componenti danneggiati, chiavi economiche spezzate, dita rotte o tagli sono cose non così remote. SAFETY FIRST!

La regola n.1, non mi stancherò mai di ripeterlo, è che ogni estrattore deve essere sempre saldamente pressato contro l'interfaccia (sia essa un m.c., una ghiera di chiusura del pacco pignoni, una ruota libera...), altrimenti ogni tentativo di applicare forza su di esso risulterà in attrezzi che scappano via dalla sede: questo è pericoloso per voi, inoltre può danneggiare irremediabilmente le parti (scegliete voi l'ordine di importanza).


Ferri del mestiere per la sola rimozione di movimenti centrali:

  • un amico che tenga la bici (sembra una cavolata, ma non lo è, perchè spesso non avrete un cavalletto da officina che sia MOLTO robusto...)
  • l'estrattore giusto per il vostro m.c.
  • una pressa per l'estrattore (adatta al vostro m.c.), la si può fare con bulloni M8 (perno quadro), M15/M12 (Isis) o barre filettate (m.c. a calotte esterne, barre M6 o M8 lunghe 20cm vanno benissimo) più un paio di spaziatori dell'attacco manubrio (meglio se da 1", più piccoli) in modo che la rondella non entri in contatto con il perno stesso, e lascia spazio per lavorare.
    Tale pressa ovviamente non è necessaria in caso l'estrattore sia cieco da un lato, o abbia già il suo bullone+molla (tipo gli estrattori Tacx)
  • una chiave per girare l'estrattore (tipicamente da 24 o 32mm)
  • un tubo di ferro di diametro sufficiente ad infilare la chiave, per avere più leva (viene meglio usando le chiavi "combinate" cioè con una estremità ad anello poligonale, più piccolo e che può stare più facilmente dentro il tubo; anche schiacciare a martellate il tubo può aiutare ad infilarci la chiave dentro)
  • lo Svitol/WD40 può servire
  • una pistola termica anche (attenzione alla vernice, e NON su pedivelle e/o telai in carbonio!)

Parliamo di estrattori per il m.c. ...

Gli estrattori per il m.c. sono diversi a seconda del tipo che andremo a montare/smontare, ma prima di tutto una regola valida per tutti gli estrattori: non usate utensili integrati con la leva, che non permettono di tenere la chiave ferma in posizione! Usate solo estrattori separati da girare con la chiave (e secondariamente col cricchetto)

  • Perno quadro a Calotte regolabili
    richiedono l'uso di un attrezzo per regolare (o rimuovere) la calotta e la ghiera sul lato sinistro; e di un'attrezzo specifico per rimuovere la calotta destra se necessario, poichè gli incavi per la chiave (tipicamente da 36) sulla calotta Dx, sono molto sottili ed è facile che una chiave normale "scappi via".

    Per la calotta destra, é veramente necesario usare un attrezzo specifico, dovendo essere montata con un un serraggio forte, e puó essere ossidata/corrosa dal tempo.
    Con una "chiave universale" si rischia di danneggiare la calotta e graffiare il telaio.
    L'attrezzo specifico puó essere di due tipi.
    Uno, il migliore (Campagnolo, o simili), é composto da un manico che è la "chiave" vera e propria per la calotta Dx, e la parte cromata (un "tubo") che si inserisce dal lato Sx -preventivamente aperto e rimossi calotta, cuscinetti e perno del m.c.- ed avvitandosi sulla "chiave" la pressa sulla calotta Dx senza possibilità che scappi.
    Vi é un tipo piú economico, una chiave specifica piatta. Ma va usata con attenzione, ed é bene tenerla ben pressata con una larga rondella: essendo la calotta e la chiave molto sottili, hanno la tendenza a scappare di lato.

    Oltre a questo attrezzo, è necessario avere le chiavi per la calotta sx: una per il controanello, e la chiave per regolare la calotta.
    Attenzione nell'uso di chiavi ad uncino economiche: difficilmente si riesce a chiudere l'anello in maniera ottimale, evitate quindi di usarli su ghiere in alluminio! Una chiave "buona" vi fa un ottimo lavoro e non "scappa" graffiandovi il telaio. Questi due ottimi attrezzi.

    Sui
    m.c. "buoni" il controanello ha tre, quattro o più comunemente sei incastri per una chiave ad uncino (o meglio una Pinza specifica come la VAR o la Hozan, questi ultimi due attrezzi sono infallibili, e dico INFALLIBILI); più la calotta ha 4/6 fori per l'uso di una chiave a Pin.

    Sui m.c. più economici, il controanello può essere un dado poligonale molto sottile, da girare con una chiave (tipicamente da 40-42); e la calotta avere
    4/6 fori per la chiave a Pin, o una impronta esagonale in rilievo (le cui dimensioni variano!), o più spesso un rilievo piatto da parte a parte, da girare con una chiave sottile da 17, o con l'utensile adatto.

  • Perno quadro/Isis/Octalink (Shimano, Sugino, FSA, R.F. etc)
    In foto lo
    Shimano TL-UN32, uguale al Park BBT32; entrambi vanno bene sia per perno quadro che Isis, ci sono un sacco di cloni simili, vanno bene cmq.
    Park BBT22, assicuratevi che sia il "22" e non solo "2", (quest'ultimo aveva problemi con perni Isis lunghi). Qualità molto buona, da usare col cricchetto da 3/8" o chiave da 1" o 26mm (tipo il FRW1)
    Eldi (spesso rimarchiato) da usare col cricchetto 1/2" o chiave da 26, non va bene sui perni Isis lunghi più di 108mm
    Tacx (in foto il 4415 -nero- per perno quadro, il 4430 -verde- per perno Isis), qualità buona, la molla che li pressa sul perno è forte e fa il suo dovere. Da usare con chiave da 32.
  • Campagnolo Perno Quadro usa due diversi tipi di estrattore:
    *Xenon/Mirage/Veloce/ (pre-2008)Centaur usano il "six-notch", interfaccia comune anche per SKF/Kinex/Thun. Buonissimo il Tacx TL4425 o il Cyclo, evitate quelli tipo il Park BBT4, che non pressano sulla calotta
    Se il m.c. ha le calotte in plastica (come quelli SKF) è tassativo usare l'estrattore tipo il Cyclo e pressarlo quanto più è possibile in sede con l'aiuto di un bullone guarnitura+rondella larga (foro 8/10mm e diametro rondella 20+mm)
    *
    Chorus/Record/Athena , Centaur post-2008 e Miche usano la stessa interfaccia della ghiera pignoni Campy, o della r/l Shimano HG (NON il pacco pignoni HG!), con il foro di uscita più largo per far spazio al perno m.c. (infatti il Park BBT5 è uguale al FR5, ma più corto e col foro più largo, e non arriva a fare la r/l multipla Shimano).
    Anche quì, il
    Tacx Tl4420 o il Park BBT5 vanno benissimo.
    Ed essendo gli incastri molto sottili, è bene inserire l'estrattore quanto più è possibile, aiutandosi con piccoli colpetti di martello, ed ovviamente pressando l'estrattore con il sistema bullone+rondella
  • Shimano Octalink e Truvativ/AM Classic/FSA/Altri Isis
    in foto il Park BBT18, da usare con la chiave da 32, ottimo anche il Truvativ TLT100 "BB x-tool" massiccio, da usare col cricchetto da 1/2" o bloccabile in morsa.
  • Cuscinetti esterni
    Shimano Hollowtech II, FSA MegaExo, Sram-Truvativ GXP, Campagnolo Ultra-Torque e Power-Torque, Race Face X-Type, Rotor (tranne le calotte BB30)...usano tutti lo stesso pattern a 16 righe, quindi lo stesso attrezzo!
    Diverso il caso di calotte "oversize" tipo le THM, Zipp, Rotor BSA30, o altre che convertono un m.c. BSA o ITA per guarniture con perno ø30mm. Queste calotte richiedono chiavi specifiche.

    In foto la
    Park BBT19, molto buona. A seguire Truvativ TLT200 (massiccio e potentissimo, ma che non arriva a fare le calotte Campy UT), così come il Pedro's le avvita ma la presa non è ottimale). Molto buoni anche gli attrezzi simili di Campagnolo ed altre marche.
    La Shimano
    TL-FC33 o l'attrezzo della Ice-Toolz, sono i peggiori che ho provato, troppo poco profonda la presa sulle calotte, e non vanno bene per le calotte Campagnolo U.T. 
    In casi di emergenza, la chiave Shimano
    TL-FC32 va bene, anche se personalmente preferisco gli estrattori "a coppa" da usare col cricchetto, hanno una migliore presa sulle calotte, e permettono l'uso della dinamometrica.

    Se avete paura di marcare le calotte, gli estrattori migliori sono quelli di Chris King, Enduro Bearings ed il Truvativ TLT200gxp. Il motivo per cui questi utensili non rovinano le calotte, é dato dalla precisione dell'utensile stesso, che difatti é rifinito a macchina CNC (e non solo pressofuso come molti altri); quindi vi é pochissimo gioco angolare, da cui poca probabilità di marcare le calotte.
    Da notare che sia il Chris King che l'Enduro sono realizzati in alluminio, quindi molto validi per uso "casalingo", ma non tanto per uso intensivo come succede in una officina. Per questo utilizzo, l'utensile di Truvativ risulta essere il migliore (anche se va detto che va fatto modificare in torneria, per poter essee usato sulle calotte Campagnolo)

    n.b.: lo Shimano Hollowtech II richiede anche il
    TL-FC16 per il "tappo" della pedivella Sx.
    Il Campy UT invece richiede una brugola lunga da 10mm (tipo la
    UT-BB110) o un inserto lungo almeno 80mm da usare con la dinamometrica.
    Ancora, le Shimano XTR 970 richiedono il
    TL-FC35 e TL-FCM970 per la pedivella Sx.

  

Ora che avete gli attrezzi.... al lavoro!

    "Si, ma come si svita??? "

Occorre anzitutto fare una piccola rassegna sulle misure dei m.c. filettati:

Tipo:

Diametro calotte:

Passo filetto:

SX avvita

Dx
avvita

Larghezza
scatola:

Note:

Tipo Italiano


36.0mm

24TPI
(1,05mm)

Senso orario

Senso orario


70mm

Sulla calotta Dx è necessario usare Loctite 222 (o 242/243 in casi estremi) per evitare svitamenti)

Tipo Inglese (BSA)

1".370 o .375
(34,79-90mm)

24TPI
(1,05mm)

Senso orario

Senso anti-orario

68 o 73mm
(83 in DH)

Tenendo la chiave in alto, avvita verso la ruota post. da entrambi i lati

BMX


51.3mm

24TPI
(1,05mm)

Senso orario

Senso anti-orario


68mm

Bmx economiche con pedivelle "monopezzo", le vecchie Schwinn usavano un passo a 28TPI

Tipo Francese (obsoleto)


35mm


1,00mm

Senso orario

Senso orario


68mm

Simile al passo italiano, usato dalle vecchie Peugeot

 

...e quelli NON filettati
(n.b.: salvo diversa indicazione, i vari tipi NON SONO interscambiabili tra scatola/calotte/guarnitura!)


Tipo:

Diametro x
 larghezza mm: 

Tipo di innesto calotte/cuscinetti:

Diametro perno:

Note:

BMX BB
(Spanish)


37 x 68

cuscinetti pressati direttamente

varia


BMX BB (American)

51.2-51.4

51.2-51.4 est.

varia

 

BB30

42 x 68 (strada)
42x 68/73 (Mtb)

cuscinetti pressati direttamente nella scatola

30mm
(adattabile a 24mm)

Usa guarniture con perno dedicato (30mm) e cuscinetti nella scatola senza calotte

BB30
"Sram Press-fit"

46 x 68 (strada)
46 x 68/73 (Mtb)

calotte in Nylon, pressate nel telaio

30mm
(adattabile a 24mm)

Usato spesso su telai in carbonio, usa guarniture BB30 e calotte pressate al telaio

BB Right

42 x 79

46 x 79

42mm: cuscinetti pressati
46mm: calotte pressate

30mm
(adattabile a 24mm)

Cervélo, per telai con scatola movimento asimmetrica. Non permette l'uso di pedivelle BB30 native (l'asse risulta corto)

BB 86/BB92
"Shimano Press-fit"

41 x 86.5 (strada)
41 x 92 (Mtb)

calotte in Nylon, pressate nel telaio

24mm, adattabile a perni 30mm

Usato da diversi costruttori. Permette di usare guarniture esistenti FSA/Campy/Sram

BB90/BB95

37 x 90 (strada)
37 x 95 (Atb)

cuscinetti pressati direttamente nella scatola

24mm, non adattabile a perni 30mm

Trek /Gary Fisher, simile al BB86, mantiene la compatibilità con guarniture esistenti

     

    Questo è molto importante per capire in che direzione dovete avvitare (e sopratutto) svitare!

    Se non sapete che tipo è il vostro m.c. è facile capirlo: basta misurare la larghezza della scatola m.c. del telaio, da sotto: se è 70mm netti allora è Italiano, se è 68 o 73mm (+/- 0,5-0,7mm) allora è Inglese. La scatola BMX si riconosce perè è molto larga in diametro!
    Ancora, se avete un telaio da corsa Italiano di vecchia data è sicuramente di tipo Italiano, ancora molte bici da strada Italiane usano così (ma non tutte!). Una MTB estera è certamente con il m.c. tipo Inglese, ed anche la maggior parte di quelle italiane usa questo tipo.

 

Alcuni trucchi:

      • Sembra ovvio, ma accertatevi della direzione in cui state svitando/avvitando!
      • I normali cavalletti da manutenzione non reggono la forza che si deve esercitare, meglio stare a terra quindi (chiedete all'amico/nonno/Master SM di tenere la bici ferma)
      • Se siete dei fortunati che usano un banco di lavoro in cui si poggia la bici sul mc. e la si blocca dalla ruota anteriore, cambiate il costoso sgancio rapido con leva in alluminio con uno di quelli economicissimi con la "campana" in acciaio che si incastrano molto solidamente negli alloggiamenti per la ruota anteriore
      • I filetti del telaio e delle calotte vanno puliti con uno straccio e/o spazzola spruzzati di sgrassante (meglio che sprruzzare direttamente sulle calotte...), poi asciugati e ripassati con una spazzola in ottone
      • Le calotte devono avvitarsi a mano. Se incontrate difficoltà fermatevi immediatamente, svitate e verificate che state avvitando dritti. Se ancora incontrate resistenza è necessario andare dal meccanico e fare ripassare i filetti con l'apposito attrezzo, se pensate che sia una cosa inutile fate pure: il telaio è vostro e voi lo dovrete ricomprare.... ih ih ih...
      • Contrariamente a quello che si pensa, il telaio non si rovina se le calotte vengono avvitare forte alla giusta coppia: 30-35Nm è un valore alto ma non impossibile.
        Tanto per dare una idea: il passo dei filetti è di 24TPI (Thread Per Inch) o 1,05mm (a parte quello Francese che è di 1,00mm; ed alcune BMX Schwinn che usavano un passo di 0,98mm); cioè quasi lo stesso che potete trovare in un bullone M8 o M12/15 per le pedivelle, e che sono molto più piccoli in diametro.
        La ragione è che un passo così stretto dei filetti distribuisce la forza su un maggior numero di essi: se ragonassimo con il passo standard dei bulloni, una filettatura di diametro 36mm come il passo italiano dovrebbe avere un passo di 9mm tra un giro del filetto e l'altro...!
      • I filetti dalla scatola m.c. vanno ingrassati abbondantemente per alcune buone ragioni:
        -si previene l'ossidazione
        -si previene la spannatura dei filetti
        -si facilita l'installazione e la rimozione
      • Generalmente uso Grasso al Litio (o al Rame) su telai in Alluminio e un "Anti-Seize" (lo fa Shimano, ad esempio) su quelli in acciaio; il motivo è che l'Anti-Seize protegge molto bene l'acciaio dalla corrosione, mentre il grasso evita che una manovra sbagliata rovini i filetti nell'alluminio, facendo scorrere meglio le parti filettate. Ognuno dei due è una buona soluzione comunque.
        Alcuni produttori (ad esempio Campagnolo) consigliano l'uso della Loctite 222, che non è un bloca-filetti ma un Frena-filetti ad azione molto blanda che però protegge dall'ossidazione; in pratica l'azione di un Anti-Seize ma con un leggero potere adesivo. Raramente porta grossi benefici rispetto all grasso o anti-seize.

 

Ecco i risultati di un m.c. non installato a dovere:

Photobucket  Photobucket  Photobucket Photobucket  Photobucket  Photobucket 

Quindi prevenire é meglio che curare


Ok, ora che si è fatta (spero) un pò di chiarezza su dove dovete avvitare/svitare, qualche foto che illustrano il procedimento.

In questa foto si può vedere la posizione corretta dell'estrattore:

In caso di calotte particolarmente ostinate, la soluzione migliore é quella di far poggiare la bici sui suoi punti piú forti, ed usare il proprio muscolo piú forte:
Photobucket


Se avete la bici a terra, con un m.c. BSA/BMX si ha una posizione migliore con la chiave ad "ore 9" per avvitare, ad "ore 3" per svitare. Se fosse un m.c. Italiano sarebbe l'opposto: "ore 9" svita, "ore 3" avvita.
In questa foto viene mostrata la posizione favorevole su un banco di lavoro, stiamo smontando un m.c. BSA dal lato Dx:

Se le calotte non possono essere avvitate facilmente è necessario fermarsi e portare il telaio (o la bici a spinta) da un meccanico. Occorre pulire le filettature, e per fare questo va usato uno strumento apposito.
Qui entriamo nella sezione ad Alta Tecnologia....!



In pratica lo strumento è composto da due manici su cui possono essere montate le frese di diversa misura, e collegati da due semitubi che scorrono un dentro l'altro, con gioco quasi nullo, al fine di garantire il parallelismo delle filettature Dx/Sx.

Questo strumento non taglia una nuova filettatura, ma serve a ripulire i filetti da sbavature di vernice e (raramente) di saldatura. Notare come la filettatura appare ora ben pulita.


Inutile dire che tale strumento costicchia e che viene usato solo poche volte, quindi se non siete milionari non serve comprarlo!

 

Tecnologia ancora più avanzata, ovvero
perchè i m.c. "integrati" hanno spesso bisogno di una preparazione specifica???

I m.c. "integrati" hanno l'indubbio vantaggio di usare un perno di grande diametro (tipicamente circa 24 o 30mm, come il sistema Isis) ma non essendo vincolati dalle dimensioni interne della scatola del m.c. del telaio, i cuscinetti montati esternamente possono usare sfere più grandi ed in maggior numero. Inoltre la maggiore larghezza di banco tra i cuscinetti Dx-Sx dovrebbe aumentare la rigidità dell'insieme.
MA le calotte, avvitate esternamente, poggiano sulle facce esterne della scatola m.c. del telaio, non al suo interno. Questo significa che il parallelismo tra i cuscinetti Dx-Sx e la loro ortogonalità rispetto al perno sono direttamente proporzionali alla bontà della lavorazione della scatola m.c..
E purtroppo questo non avviene spesso; inoltre essendo i cuscinetti svincolati dal perno, una volta che questo viene inserito, forza i cuscinetti ad esere ortogonali con esso. Quello che accede è che spesso è una posizione che comporta ai cuscinetti di lavorare fuori asse.

Difatti, è facile capire come alcuni ciclisti lamentino di cuscinetti "partiti" dopo 5.000km, il che è ridicolo se si pensa che i "vecchi" m.c. a perno quadro duravano anche 10 volte tanto....!
La ragione di questo è semplice: i "vecchi" movimenti sigillati a perno quadro erano il più delle volte composti da un pezzo unico pressato in fabbrica all'interno di una "fodera" che ne garantiva l'immunità da filettature non perfettamente parallele tra di loro.

Quindi si ritorna al punto "la bontà di realizzazione del telaio".

Un altro problema di alcuni sistemi integrati è la chiusura di tutto il sistema.
Alcuni modelli si affidano alla sola pedivella Sx il compito di chiudere l'insieme della guarnitura, ed alcuni produttori, sbagliando, affidano tale chiusura ad un bullone assiale al perno.
L'unica soluzione quindi è applicare del frenafiletti (Loctite 242 o 243) sulla filettatura di tale bullone.
Tali bulloni di chiusura poi devono essere stretti con una coppia di serraggio ben definita, non a casaccio!


Quindi, se il vostro m.c. integrato non scorre bene/fa rumore/ha i cuscinetti partiti fatevi un paio di domande:

  • La scatola m.c. del telaio è stata fresata correttamente?
  • E' stato applicato del grasso sulle fielttature (o Loctite se e dove prescritto) ?
  • Le calotte sono state avvitate con la coppia richiesta?
  • I bulloni di serraggio sono stati stretti alla coppi richiesta (usando una chiave dinamometrica di qualità) ?

Se la risposta è "NO" ad almeno una delle domande fate correggere il problema da lvostro meccanico di fiducia. Se non ne avete uno non so che dirvi, trovatevelo!

Tornando all'installazione, le foto seguenti rendono bene l'idea delle diverse fasi della fresatura del m.c.:

Photobucket
Evidente caso di scatola m.c. non fresata, bici nuova di fabbrica, notare la vernice ed il poco grasso sui filetti delle calotte.

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L'attrezzo per la fresatura, montato nella scatola m.c. e pronto a fresare il lato Sx: la molla sulla Sx va caricata in modo da premere la fresa contro il telaio, l' "anello" che si vede subito prima della fresa ha il compito di tenere la fresa in linea, ed ovviamente lo si cambia a seconda del tipo di m.c. che si va a fresare.

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Si comincia a girare la giostra: vanno tolti 1-2 decimi di mm, la larghezza della scatola m.c. deve rispettare le specifiche richieste dal produttore della guarnitura.

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C'è una bella differenza da prima...

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Spesso anche a calotte montate si può vedere se il montaggio è stato fatto correttamente: si nota il bordo fresato bello lucido...!



Spero di poter ancora ampliare questo articolo, intanto Buon Lavoro!

 
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